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Articolo a firma dell'Avv. Massimo Rolla pubblicato su Altalex.

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Articolo a firma dell'Avv. Massimo Rolla pubblicato sul Magazine Il Progresso.

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Delibera del 5 luglio 2017 sulle nuove linee guida in materia di esame preliminare delle impugnazioni e modalità stilistiche di redazione dei provvedimenti

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Linee guida in materia di esame prelimin
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Tribunale di Perugia - Sezione Riesame - ud. del 16 maggio 2017
Interessante pronuncia del Tribunale di Riesame di Perugia, il quale, su eccezione della difesa, ha annullato l'ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari sul presupposto della mancanza di motivazione autonoma.
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Compravendite on line: fate molta attenzione se avete intenzione di vendere la vostra auto.

 

 

Il caso:

 

X” inseriva sul noto sito web, un annuncio di vendita della propria autovettura.

 

Dopo pochi giorni veniva contattato telefonicamente da tale “Y” la quale riferiva ad X di essere interessata all'acquisto del suo veicolo e chiedeva un appuntamento per poterlo visionare, incontro che veniva concordato per il giorno seguente.

 

A tale appuntamento Y si presentava assieme ad un soggetto che si qualificava come suo padre ed i tre negoziavano il prezzo di vendita dell'autovettura.

 

La mattina seguente X veniva nuovamente contattato da Y la quale gli confermava di esser intenzionata all'acquisto del veicolo ed i due fissavano un ulteriore appuntamento, per lo stesso pomeriggio, presso un'agenzia pratiche scelta da X, ai fini della conclusione del contratto e contestuale pagamento del prezzo che, dietro esplicita richiesta dello stesso X doveva avvenire in contanti o a mezzo assegno circolare non trasferibile allo stesso intestato.

 

A tale appuntamento, fissato il venerdì pomeriggio, oltre al Y e “suo padre” era presente anche tale Z, che Y presentava al X quale suo cognato nonché acquirente dell'automobile.

 

Z, pertanto, esibiva a X assegno circolare non trasferibile, (apparentemente!) emesso dalla Banca …..., filiale di …......, all'ordine di X per l'importo pattuito.

 

Le parti davano quindi seguito alle operazioni per il passaggio di proprietà presso la stessa agenzia pratiche ed al termine X, ricevuto l'assegno, consegnava a Z le chiavi dell'auto con cui quest'ultimo si allontanava assieme ai “parenti”.

 

Il lunedì successivo, X si recava presso il proprio istituto bancario, per versare l'assegno che, dopo una serie di attente verifiche, si scopriva essere falso.

 

 

 

Questi in breve i fatti.

 

 

Orbene, per evitare di trovarvi in queste spiacevoli situazioni per poi cercare di recuperare o i vostri soldi o l'autovettura o entrambi ( e non sempre è possibile farlo..), vi sono una serie di piccoli accorgimenti che potete adottare.

 

1) Un primo passo può consistere nell'informarsi sui soggetti che vi contattano; l’esplosione dell’informazione resa disponibile dalla diffusione planetaria di Internet ha seguito un andamento esponenziale. Il World Wide Web ha permesso una fruibilità immediata a risorse di tipo interpersonale, posta elettronica, (gruppi di discussione) bibliografico (cataloghi on-line o ebook, social network) e documentale (pagine web). Nella maggior parte dei casi basta digitare un nominativo ed appaiono subito le informazioni necessarie quantomeno a capire se “esiste” effettivamente la persona che vi ha contattato, che faccia ha, quanti anni ha ecc.

Vero è che le informazioni contenute su quel sito, su quella pagina web, o su quel social network potrebbero anche non essere veritiere ( i furti di identità sono oramai all'ordine del giorno) ma quantomeno una piccola ricerca, a volte, potrebbe prepararvi all'incontro o anche, farvelo evitare.

 

2) All'incontro non presentatevi mai da soli; portate sempre con voi quantomeno un'altra persona (meglio se due o tre), meglio amici; ciò è importante poiché chi ha intenzioni truffaldine, nel caso in cui vi veda con altri soggetti agli appuntamenti, potrebbe sospettare che voi siate o abbiate assieme a voi Organi di Polizia (magari della Polizia Postale che vigila su questo tipo di truffe in maniera assidua) e che stiate cercando di tendere loro una “trappola”. In questi casi, i truffatori ( quelli più esperti), sono soliti far appostare i loro complici nei pressi dell'appuntamento e controllare i movimenti della “vittima” una volta arrivato sul luogo dell'incontro. Nel caso in cui loro non siano sicuri dell'appuntamento, come ad esempio quando vedano arrivare tre o più persone e sospettino, a torto o a ragione, una trappola, state sicuri che via avvertiranno di aver avuto un imprevisto e non possono venire all'appuntamento riservandosi di contattarvi successivamente per fissare un nuovo incontro che nel 99% dei casi, non avverrà mai.

 

3) Prima di recarvi a firmare qualsiasi tipo di atto presso un'agenzia pratiche o al PRA, stabilite il metodo di pagamento; sarebbe meglio un bonifico bancario.

In questo caso la vendita avrà corso solo dopo l'accreditamento all'interno del conto corrente di riferimento; se invece il pagamento è fatto contestualmente, allora il mezzo di pagamento dovrà essere un assegno circolare non trasferibile, la cui copertura e validità dovrà essere verificata dal vostro istituto bancario. Pretendete, perché è vostro diritto, che l'acquirente venga con voi presso il vostro istituto per verificare la validità del titolo e diffidate dei soggetti che non lo vogliano fare; questo è già un segnale; inoltre fissate gli incontri in orario di apertura degli istituti di credito.

 

 

 

Con questi tre semplici passaggi dovreste già evitare di incorrere in truffe a vostro danno: ma cosa fare nel caso in cui si cada nella trappola del/dei truffatori?

 

Denunciare immediatamente l'accaduto; sarebbe meglio recarsi o dalla Polizia Postale (più avvezza a questo genere di truffe poiché specializzata sul controllo informatico) oppure da un legale di vostra fiducia; entrambi, potranno informare il Pubblico Ministero, assegnatario del vostro fascicolo, sul tipo di truffa da voi subita e consigliare allo stesso le cautele idonee per cercare di recuperare quanto indebitamente sottratto con il comportamento truffaldino.

 

 

 

Ricordatevi che la tempistica è fondamentale.

 

 

 

Chi attua questo genere di truffe lo fa in tutta Italia ed ha un'organizzazione ben oliata; generalmente l'autovettura effettua due-tre passaggi di proprietà nell'arco di 10 giorni a soggetti facenti parte dell'organizzazione, per poi essere re-inserita all'interno di un sito web, la maggior parte delle volte di un concessionario compiacente, per essere venduta a soggetti estranei e terzi.

 

 

 

Se questi passaggi di proprietà non vengono bloccati dal Pubblico Registro Automobilistico tramite un provvedimento del magistrato competente, l'autovettura diventa difficilmente recuperabile; questo perché il terzo acquirente potrebbe invocare la buona fede nell'acquisto del veicolo cioè dimostrare di aver adottato tutte le cautele idonee nella compravendita del veicolo.

 

 

 

Avv. Massimo Rolla

 

 

 

 

 

 

QUELLO CHE SI PUò NASCONDERE DIETRO AD UNA RICHIESTA D'AMICIZIA: LE INSIDIE DEL WEB.

 

Lo sviluppo tecnologico e la nascita di internet hanno portato alla nascita di un nuovo canale di comunicazione, il quale costituisce anche un vero e proprio veicolo per la realizzazione di illeciti.

i cd. reati informatici oramai sono all'ordine del giorno e sono forieri di gravi conseguenze, più per la persona offesa che per gli autori dei delitti, dal momento che il più delle volte è assai difficile, se non impossibile risalire agli stessi.

le "vittime designate" sono per lo più persone che stanno attraversando un momento difficile, dovuto da un lutto recente o per altre cause, e quindi assai vulnerabili;i criminali informatici al fine di procurarsi l'ingiusto profitto, che quasi sempre è il movente che li spinge a delinquere, sanno che devono fare leva sulle emozioni.

Solitamente il primo contatto avviene con una richiesta d'amicizia su Facebook sotto falso nome e foto del profilo.

Una volta amici, l'ipotetica "lei" o "lui" iniziano a scrivere fintanto che la conversazione non si fa maggiormente intima e a quel punto o interviene uno scambio di foro hard da entrambe le parti, o subentra la richiesta di una videochiamata tramite Skype o Facebook Messenger.

Quando però lo sventurato/a risponde, si rende conto che in realtà il soggetto che appare sulla webcam non è colui il quale/colei che era stato/a ad inviare la richiesta d'amicizia, e chiude immediatamente il collegamento.

Da quì partono i ricatti : "o paghi tot euro o il tuo video sarà caricato su Youtube e condiviso con fidanzata, moglie, parenti ed amici".

Le vittime, una volta messe alle strette, per paura che le immagini possano fortemente compromettere la loro vita privata, decidono di pagare.

Solitamente viene richiesto il pagamento tramite Western Union in Costa D'Avorio.

Una volta versata la somma richiesta però, è assai difficile, anzi, impossibile recuperarla, e ciò perchè i cyber criminals utilizzano nome falso (rubato probabilmente da qualcuno che ingenuamente ha inviato loro fotocopia del documento d'identità) e provvederanno a chiudere o comunque a prosciugare immediatamente il conto.

Il più delle volte poi accade che, una volta dimostrata disponibilità al pagamento, chi è dietro gli artifizi e raggiri, non arresta la propria condotta criminosa e continua a pretendere nuove elargizioni di denaro.

Nonostante tutto comunque è sempre bene denunciare il fatto alla Polizia Postale; se per esempio infatti si capita nei controlli dell'Agenzia delle Entrate, questa potrà chiedere la ragione del bonifico internazionale, che in qualche modo va giustificata.

Consiglio del legale: prestate attenzione alle richieste d'amicizia!

 

Avv. Costanza Carloni


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